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Piano di conservazione degli archivi provinciali

creato da Tomba Carmen ultima modifica 12/11/2015 15:46

Approvato con determinazione organizzativa n. 58 del 28 febbraio 2013

Il piano di conservazione degli archivi, integrato con il sistema di classificazione, è espressamente previsto dall'articolo 68 del Decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 2000, n. 445, per la definizione dei criteri di organizzazione dell'archivio, di selezione periodica e di conservazione dei documenti.

La Provincia di Verona, con deliberazione della giunta provinciale n. 108 del 4 giugno 2009, ha adottato, dal 1 gennaio 2010, il nuovo titolario di classificazione degli atti, allineando il proprio sistema classificatorio a quello delle Province italiane, sulla base del modello predisposto dal gruppo di lavoro della Direzione Generale per gli Archivi.

La scelta di uniformare il piano di classificazione della Provincia di Verona a quello proposto dal suddetto gruppo di lavoro è volta a garantire ed attuare l'interoperabilità tra i sistemi informativi di gestione documentale degli enti pubblici, condividendo le regole per la gestione e la classificazione dei documenti, anche grazie alla diffusa informatizzazione.

In considerazione del mutamento sostanziale dell’impianto del nuovo titolario e della necessità di rivedere i tempi di conservazione dei documenti, anche alla luce delle norme sull'amministrazione digitale e delle mutate esigenze gestionali e organizzative dettate dalla sempre maggiore informatizzazione degli atti e dei procedimenti, la Provincia di Verona ha ritenuto di rielaborare l’intero piano di conservazione.

Con l'adozione del presente piano di conservazione si vuole completare la documentazione a corredo degli archivi provinciali definendo i criteri per la costituzione dei fascicoli, il loro ordinamento attraverso il titolario e la durata del periodo di conservazione degli stessi attraverso il massimario di selezione e scarto, anche per l'adeguarlo all'evoluzione delle tecnologie e alla gestione di archivi cd. “ibridi”, dove documenti digitali convivono con i tradizionali documenti analogici.

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